MA TU SOGNI?

Social dreaming matrix
30 Marzo 2020
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MA TU SOGNI?

Un percorso sperimentale di riconnessione all’interiorità attraverso il sogno, 2020

Progetto di comunità per minori e adolescenti con disturbi della personalità e per contrastare la dipendenza da internet.

* più sei connesso dentro e meno sei connesso @rete *

con il sostegno di

in collaborazione con 

      Comitato Fondazione Dream 

La Fondazione Rosa dei Venti ha due comunità residenziali/riabilitative che accolgono adolescenti con disturbi della personalità e psicopatologie complesse: Comunità Terapeutica Rosa dei Venti e Comunità Terapeutica Villa Plinia. In Comunità, l’adolescente vive con altre persone per un tempo limitato, necessario per prendere coscienza delle proprie difficoltà, per affrontarle con l’aiuto di terapeuti e educatori, per imparare ad assumersi proprie responsabilità, in un percorso di crescita verso l’autonomia.

La Rosa dei Venti è uno strumento che fin dai tempi più antichi ha permesso di organizzare lo spazio fisico ed orientarsi nel mare.  Per noi, significa mettere in condizione ragazze e ragazzi con disturbi della personalità di riorientarsi, di ritrovare il proprio equilibrio e di riorganizzare la propria esistenza nel passaggio adolescenziale, forse il più complicato e complesso della vita di ognuno, carico di forti emozioni, fragilità, contraddizioni e naturali spinte trasgressive.

Il progetto  sperimentale “Ma tu sogni?”, avviato nel 2020 in collaborazione con il Comitato Fondazione Dream e grazie al sostegno del Fondo di Beneficenza Intesa ed opere di carattere sociale e culturale del Gruppo Intesa Sanpaolo, si propone di valorizzare e stimolare il sogno notturno all’interno delle comunità di minori e adolescenti con disturbi della personalità e per contrastare la dipendenza da internet, coinvolgendo i bambini/ragazzi e gli educatori in un’esperienza creativa sulla narrazione e rappresentazione del sogno, benefica per la salute, soprattutto se verbalizzata e condivisa. 

Perché lavorare con il sogno oggi?

In una società che sta perdendo la capacità di interessarsi e interrogarsi sul mondo interno, che tende a dare sempre più importanza e risalto allo sviluppo tecnologico e all’intelligenza artificiale, che tende sempre più a sviluppare le funzioni che vanno a sostituire l’essere umano, in una società in cui spesso si preferisce sedare le emozioni con i farmaci e si preferisce evitare l’incontro con l’altro piuttosto che l’ascolto e il riconoscimento della propria parte interiore, riteniamo sia importante riportare l’attenzione sul sogno.

L’anno 2020 è segnato da una grave situazione emergenziale per l’epidemia Covid-19, per la quale riteniamo sia di massimo interesse sviluppare delle azioni che possano assistere i bambini/adolescenti nel superamento dell’esperienza traumatica dell’isolamento o della malattia attraverso le immagini che affiorano nei loro sogni. In numerosi giornali e riviste scientifiche è stata segnalato l’aumento dell’attività onirica durante l’emergenza e un rinnovato bisogno di ascolto da parte delle categorie più colpite dall’isolamento, in particolare bambini e adolescenti.

Il progetto risponde a tre obbiettivi primari: 

  • accompagnare i bambini/adolescenti nello stabilire un contatto intimo con la propria interiorità; 
  • facilitare la comunicazione e lo scambio emotivo tra bambini/adolescenti e adulti;  
  • sensibilizzare a una maggiore consapevolezza rispetto alla “realtà virtuale”, accostando il passaggio e il limite tra la sfera reale e onirica all’esperienza virtuale. La scoperta di una dimensione dell’interiorità ricca e creativa può prevenire la fuga nel mondo digitale.

E’ importante stimolare la condivisione dei sogni, essi possono essere uno strumento per aver accesso al mondo interno e comprenderlo meglio. 

È possibile che un bambino o un adolescente non sogni? No di certo, non ricordarsi dei sogni fatti non significa non aver sognato ma solo averlo dimenticato. Eppure questo è quanto viene rilevato sempre più spesso dagli educatori. Discutere con loro dei sogni è un modo per aiutarli a trovare le parole giuste per sanare dolori che spesso non comprendono di avere. È tanto importante parlare dei sogni brutti così come di quelli belli.

Raccontare i sogni significa entrare in un mondo molto personale, fantastico e simbolico, che in qualche modo scavalca e si pone prima delle sovrastrutture culturali, delle differenze etniche, religiose, linguistiche. 

Per l’essere umano, infatti, la produzione di attività onirica, oltre ad essere una capacità innata, rappresenta un bisogno basilare, in quanto permette una profonda conoscenza di sé e dei propri oggetti interni, desideri e pulsioni.

Il sogno si caratterizza quindi, come norma elementare ed istintiva di igiene psichica per tutti gli individui. Il sogno come vaccino naturale per una sana e consapevole vita emotiva.

Approccio metodologico

Il lavoro con i sogni coinvolge:

  • Il pensiero (soprattutto lo sviluppo del pensiero simbolico, astratto).
  • La comunicazione (sviluppo e affinamento del linguaggio, attraverso il racconto e la documentazione del proprio sogno).
  • L’esplorazione (del proprio mondo interno più profondo, delle proprie emozioni e sentimenti).
  • La consapevolezza (di sé stessi, delle proprie emozioni).
  • L’immaginazione.
  • La creatività (favorita sia dalla connessione con il proprio materiale onirico, ma soprattutto dal gruppo).
  • L’identificazione.
  • La valorizzazione (del mondo interno e delle emozioni proprie, ma anche degli altri).
  • La condivisione (scambio dei propri contenuti onirici con i propri pari e le insegnanti)
  • L’empatia (sviluppo della capacità empatica dei ragazzi, attraverso la creazione di un ambiente di ascolto neutro, non giudicante ed accogliente che deve essere rispettato da tutti i partecipanti al gruppo; attraverso la regola secondo cui bisogna ascoltare tutti e dare spazio a tutti per parlare e condividere, e attraverso la regola secondo cui tutti devono cercare di capire e comprendere come si sente colui che condivide il proprio sogno rispetto ai propri contenuti onirici, cosa prova e quali sono le sue emozioni, senza prendere in giro o essere scortesi).

Il sogno ha funzioni di crescita, mantenimento, regolazione, e, se necessario, riparazione (cioè guarigione) dei processi psichici allo scopo di favorire sempre un migliore adattamento e funzionamento mentale.

Il progetto prevede la sperimentazione e messa a punto di modelli e strumenti che possono essere portati in altri contesti terapeutici e in ambito scolastico, replicando e diffondendo l’azione di sensibilizzazione e cura che costituisce l’obbiettivo strategico dell’intervento.